Analisi Tecnica di Borsa

il trading giusto al momento giusto...

 

INFORmAT - ARTICOLI, EVENTI & FORMAZIONE

Molti siti specializzati offrono la possibilità di formulare analisi grafiche on-line con grafici evoluti che si aggiornano in tempo reale. Di conseguenza anche gli indicatori tecnici si adattino istantaneamente tanto da "avere sempre ragione". Questa sensazione alimenta una pericolosa convinzione: che l'analisi tecnica e suoi indicatori indovinano sempre!

Al primo approccio con l'analisi tecnica si può pensare di aver finalmente trovato la via dei guadagni tanto da attribuirle un'eccessiva fiducia. Altri, all'estremo opposto, possono invece sottovalutarla perché l'apparente semplicità dell'analisi può sembrare addirittura banale al punto da non crederci.

La verità come sempre è nel mezzo. L'analisi tecnica offre un grande potenziale informativo ma non è una verità assoluta. Il nostro obiettivo è far conoscere questo tipo di analisi, che cerca di cogliere il comportamento oggettivo del mercato, ed imparare a capirne i suoi limiti.

 

 

Spesso, infatti, gli indicatori tecnici producono falsi segnali che traggono in inganno e per questo motivo i nostri grafici su TrendinTime.com sono grafici statici, delle vere e proprie "fotografie" che possono esser comparate periodicamente per cogliere l'evoluzione, i successi e i fallimenti delle analisi stesse.

E' fondamentale ribadire che le analisi devono essere elaborate in modo oggettivo ossia "pensando con la testa di tutti gli altri". Troppo spesso, chi opera in borsa si fa forte delle proprie convinzioni personali: ma il singolo non può nulla rispetto alla forza del mercato. Per questo dobbiamo parlare di aspettative adattive che si confrontano con analisi oggettive dove i grafici sono letti con gli occhi del mercato.

Solo così le analisi ed i trading systems diventano degli utili strumenti di confronto per elaborare delle proprie aspettative adattive. La formazione costante è decisiva per approcciare in modo saggio e corretto ai mercati, per stemperare quindi la propria avidità... che spesso diventa paura e poi si trasforma in speranza.

TrendinTime.com - il trading giusto al momento giusto. Non commettere passi falsi...

 

Articoli

11-10-2011 - Marco Ianniello - mAT UNICREDIT: RIMBALZO TEMPORANEO O PERMANENTE?
21-05-2011 - Marco Ianniello - mAT L'IMPORTANZA DEGLI STOP LOSS
08-04-2011 - Marco Ianniello - mAT AUMENTI DI CAPITALE: LA FINTA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
15-02-2011 - Marco Ianniello - mAT BANCA MONTE PASCHI: E' L'INIZIO DEL TREND UP?
21-01-2011 - Marco Ianniello - mAT FINMECCANICA ROMPE AL RIALZO E PUNTA LA NECKLINE
31-12-2010 - Marco Ianniello - mAT FTSE MIB: 2010 ANNO DI PASSIONE

01-08-2010 - Marco Ianniello - mAT

ST MICROELECTRONICS: FALSI SEGNALI

01-08-2010 - Marco Ianniello - mAT

DIETROFRONT DEL DOLLARO

04-06-2010 - Marco Ianniello - mAT

LA BORSA CROLLA SENZA UN PERCHE'...

01-05-2010 - Marco Ianniello - mAT

ROTTURA GENERALIZZATA AL RIBASSO PER BORSA ITALIANA (E BORSE MONDIALI)

06-02-2010 - Marco Ianniello - mAT

MEDIOBANCA CONFERMA LA DIFFICOLTA' DEI BANCARI

05-02-2010 - Marco Ianniello - mAT

MACROECONOMIA: EURO/USD/YUAN TASSI DI CAMBIO IN EVOLUZIONE

25-01-2010 - Marco Ianniello - mAT

UNICREDIT IN CADUTA

03-08-2009 - Marco Ianniello - mAT

FIAT: E' LA FINE DEL TREND-UP?

03-08-2009 - Marco Ianniello - mAT

NUOVA GEOGRAFIA DEI MERCATI INTERNAZIONALI: CHI PARTE PER PRIMO?

16-07-2009 - Marco Ianniello - mAT

UN GIORNO DIVERSO: QUANDO IL TIMING E' PERFETTO

15-07-2009 - Marco Ianniello - mAT

MA QUANTO DURA IL LUNGO PERIODO? 

26-02-2009 - Marco Ianniello - mAT

PREVISIONE SU SP MIB, BANCA MONTE PASCHI E FINMECCANICA

06-10-2008 - Marco Ianniello - mAT

PREVISIONE SP MIB

28-09-2008 - Marco Ianniello - mAT

SVALUTAZIONE DI ASSET TOSSICI: IL NEMICO SI CHIAMA FAIR VALUE

28-09-2008 - Marco Ianniello - mAT

CREDIT DEFAULT SWAP

13-05-2008 - Marco Ianniello - mAT

LA FIGURA TESTA-SPALLE

18-02-2008 - Di Cienzo Domenico, Marco Ianniello

CRONOLOGIA DEI CRACK FINANZIARI: LE BANCHE SALVATE DAL 2008 AD OGGI

03-03-2001 - Marco Ianniello - mAT

DECALOGO DEL TRADER
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11-10-2011 - Marco Ianniello - mAT

UNICREDIT: RIMBALZO TEMPORANEO PERMANENTE?

Come tutti i bancari, Unicredit è in crisi profonda da tempo ed il suo prezzo è decisamente inferiore al valore di libro dell'Istituto. Il rapporto tra la capitalizzazione di borsa ai prezzi correnti e il valore contabile del suo patrimonio netto è appena 0,43.

Contestualmente registriamo i seguenti segnali tutti positivi:
23-09-2011: Minimo assoluto a 0.636
26-09-2011: Rotta resistenza a 0.75
04-10-2011: Nuovo minimo crescente (supporto) a 0.724
11-10-2011: max day a 1,0510 (+65,25% dal minimo assoluto)
Questi segnali farebbero presagire (il condizionale è d'obbligo) che il titolo abbia davvero toccato il fondo e rimbazato per iniziare l'inversione del trend in positivo (si può individuare una formazione testa spalle centrata già con i massimi odierni). Il target price, con i dovuti andamenti volatili e fisiologici è individuabile intorno 1,20 / 1,25 (prossima rsistenza). Ce la farà a tenere il livello di 0,85 quale attuale supporto (stop loss)?

21-05-2011 - Marco Ianniello - mAT

L'IMPORTANZA DEGLI STOP LOSS

In ogni operazione di trading è di fondamentale importanza fissare un livello di stop loss. E' ovvio che quando il prezzo ripiega nella direzione inversa a quella prescelta e scatta lo stop loss si registra una perdita certa. Ma è meglio subire una perdita predefinita, stimata in base alla volatilità fisiologica del titolo in quel momento, piuttosto che lasciare numerose operazioni aperte in perdita, i capitali immobilizzati nella speranza che non passino poi troppi anni… La perdita causata dallo stop loss deve esser vista come un premio assicurativo (come un cds pagato direttamente al mercato) che siamo disposti a pagare per riavere i nostri capitali liquidi e pronti da poter impegnare in altre proficue operazioni.
Dobbiamo osservare che se il timing di individuazione del trend è perfetto, la probabilità che scatti lo stop loss tende a zero. Quindi l'impegno massimo deve esser prima rivolto nell'individuazione del trend e del prezzo al quale entrare, poi nel fissare uno stop loss stimato sulla base della volatilità fisiologica del titolo in un determinato momento. Del resto se scatta lo stop loss vuol dire che il titolo ha invertito il trend previsto, quindi era meglio uscire.
A tal proposito dobbiamo purtroppo registrare che l volatilità di questo 2011 è fortemente aumentata. Si sono spesso susseguite fasi laterali (noiose e pericolose) con forti scossoni al ribasso e riprese di prezzo alternate. Un andamento del genere non consente di conciliare il binomio trend-stop loss e quindi amplifica le probabilità di quest'ultimo. Di fronte ad una volatilità amplificata bisognerebbe allargare le maglie degli stop loss ma così facendo ci esponiamo a perdite maggiori. Se queste perdite oltrepassano la soglia prefissata di perdita massima accettabile per singola operazione, allora l'operazione andrebbe scartata. Insomma, più volatilità, stop loss più ampi, rischi di perdite maggiori, rischi non ammissibili, operazioni da non fare. Del resto abbiamo assistito, in questi ultimi mesi, a titoli che registravano dei minimi assoluti (ai quali sembrava lecito fissare degli stop loss) che sono stati ripetutamente battuti da nuovi minimi assoluti che non danno ancora sufficienti garanzie.

08-04-2011 - Marco Ianniello - mAT

AUMENTI DI CAPITALE: LA FINTA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

Anche mia nonna lo sapeva che di fronte ad un aumento di capitale di un titolo quotato il mercato risponde con massicce ondate di vendite che ne fanno crollare il prezzo. Non amiamo le relazioni causa-effetto ma questa "relazione della nonna" (così ci va di battezzarla oggi) è sempre (quasi) stata una certezza. A guardare il recente andamento dei prezzi dei bancari, con Intesa San Paolo in primis, mia nonna mi avrebbe detto che "il mercato ha anticipato di qualche giorno la notizia dell'aumento di capitale" infatti il 29 marzo Intesa è crollata del -4,37% (sulla notizia dell'aumento di capitale di UBI Banca che ha segnato un -9,75%) per poi replicare il 31 marzo con un altro -4,57%. Ma se questo "anticipo di qualche giorno" si può digerire, rimane ancora indigesto il +5,66% del 6 aprile, giorno in cui è stato comunicato con certezza il tanto temuto aumento di capitale di 5 miliardi di euro! E' vero che le contrattazioni non sono finite (intendiamo dire che c'è ancora tempo per veder scendere il corso del titolo) però questi movimenti confermano sempre di più che le notizie lasciano sempre di più il tempo che trovano, che è pericoloso seguirle aprioristicamente. Quello che ci guida e ci ha sempre guidato è il trend ma anche il trend in questo ultimo mese sta soffrendo di "eccessiva lateralità" lasciando spazio a poche soddisfazioni e troppe insidie. A volte è meglio restare a guardare….almeno questi titoli bancari!

15-02-2011 - Marco Ianniello - mAT

BANCA MONTE PASCHI: E' L'INIZIO DEL TREND UP?

15-02-2011 Bca Mps chiude la giornata di borsa con un bel +5,50%. Ma non è tanto questa variazione giornaliera a destare il nostro interese bensì la rottura al rialzo di una importante resistenza (2) a quota 0,9575. Già ad inizio settembre 2010 aveva rotto al rialzo una precedente resistenza (1) riuscendo ad arrivare a quota 1,086 euro. E questo rimane ancora oggi il livello da raggiungere (target) e da rompere per decretare una tanto auspicata inversione di tendenza. A che se ne dica non ci sono particolari motivazioni a giustificare la forte candela rialzista odierna: in questo periodo le banche sono sempre sotto pressione, Banca d'Italia invoca ad aumenti di capitale e restrizioni nella distribuzione di dividendi, tutti fattori questi che soffocano ogni ambizione rialzista. Ma il dato di fatto è la rottura di oggi! Nonostante tutto, il mercato ha deciso che quella soglia doveva esser oltrepassata e non ci resta che aspettare per vedere dove il mercato ritiene debba effettivamente arrivare.

 

21-01-2011 - Marco Ianniello - mAT

FINMECCANICA ROMPE AL RIALZO E PUNTA LA NECKLINE

Finmeccanica si sta muovendo "tecnicamente" in modo perfetto. A partire dall'ottobre 2009 ha iniziato il suo lungo down-trend che ha visto il titolo rimbalzare perfettamente all'interno del canale ribassista principale rappresentato dalle due trendlines rosse tratteggiate. Già da qualche mese, per chi se ne era accorto*, l'orso si era iniziato a risvegliare dal lungo letargo durato quasi un anno. Ma ieri, 20-01-2011, Finmeccanica ha rotto al rialzo questo canale principale ribassista dano un forte segnale di inversione (il titolo pochi giorni prima aveva già rotto anche le rispettive medie mobili a 90 e 200 giorni). Quanto detto è un dato di fatto, un segnale evidente e concreto. Vogliamo però far notare, in chiave anticipatoria, che il titolo "sta preparando" un testa-spalle rialzista che si concretizerà solo con la (imminente) rottura della neckline intorno quota 9,90. E' come se una molla si stia "caricando" per poi esplodere in tutta la sua elasticità (target teorico 12,50).

Insomma nel giro di 2-3 giorni ha rotto al rialzo il down-trend principale, invertendo quindi la rotta al rialzo. Inoltre è in procinto di rompere la neckline e perfezionare un movimento tecnicamente perfetto! La decisione e la forza con cui si sta muovendo in questi ultimi giorni, fa pensare che ci riusicrà... poi sarà solo questione di tempo...

* noi ce ne eravamo accorti...

31-12-2010 - Marco Ianniello - mAT

FTSE MIB: 2010 ANNO DI PASSIONE

L'anno 2010, appena terminato, fa registrare un deciso segno meno, praticamente un solco, per l'indice dela Borsa Italiana:-14,4%. Piazza Affari è stata tra le peggiori borse Europee, penalizzata dal peso dei titoli bancari e assicurativi che hanno a lungo sofferto e restano tramortiti in un limbo di indecisone. Spiccano i titoli del Lingotto con Exor +82,85% e Fiat +50,39% nonché i maggiori titoli del lusso e del made in Italy (Bulgari, Luxottica, Tod's). Soffrono gli energetici ad eccezione di Saipem +53,4% ed i titoli nel settore delle costruzioni e delle materie prime.

Performance 2010 Titoli

A2A -29,86%
Ansaldo Sts -2,94%
Atlantia -12,26%
Autogrill Spa 20,16%
Azimut -26,39%
Banco Popolare -33,27%
Bca Mps -30,84%
Bca Pop Milano -47,36%
Bulgari 40,15%
Buzzi Unicem -24,27%
Campari 33,42%
Cir-Comp Ind Riunite -24,02%
Enel -7,78%
Eni -8,26%
Exor 82,85%
Fiat 50,39%

Finmeccanica -23,54%
Fondiaria-Sai -43,6%
Generali Ass -24,73%
Geox -29,25%
Impregilo -14,93%
Intesa Sanpaolo -35,87%
Italcementi -34,13%
Lottomatica -33,67%
Luxottica Group 25,7%
Mediaset S.P.A -21,2%
Mediobanca -19,92%
Mediolanum -29,35%
Parmalat 5%
Pirelli E C 39,1%
Prysmian 4,75%
Saipem 53,4%
Snam Rete Gas 7,5%
Stmicroelectronics 24,98%

Telecom Italia -11,45%
Tenaris 22,8%
Terna 5,57%
Tod'S 50,42%

Ubi Banca -34,91%
Unicredit -31,25%
Unipol -45,64%

 

01-08-2010 - Marco Ianniello - mAT

ST MICROELECTRONICS: FALSI SEGNALI

Dall'analisi grafica fotografata al 15-07-2010, STM aveva appena rotto la resistenza dinamica rappresentata dalla trendline rossa tratteggiata. Il titolo giaceva inoltre sopra tutte le medie mobili rappresentate (200gg e 90gg) con rotture dal basso verso l'alto. Quanto detto esprime un evidente segnale di acquisto, lasciando presagire un bel rimbalzo concorde al trend principale in atto. Lo Stop Loss a difesa poteva esser posizionato appena sotto il punto di rottura della resistenza o a metà tra le due medie mobili. Insomma, tutti fattori positivi, invece...

... invece il titolo ha repentinamente invertito la rotta con forti movimenti ribassisti. A salvare l'operazione di acquisto ci ha pensato lo Stop Loss ben posizionato. Ma dobbiamo osservare che il titolo ha rotto pure il supporto di lungo periodo rappresentato dalla trendline verde tratteggiata. Non l'avremmo mai detto a priori e soprattutto non lo avremmo mai riscontrato se non grazie a questo confronto statico (Nb. i grafici che troviamo on-line adeguano automaticamente i vari indicatori e per questo "nascondono" queste importanti considerazioni e sembrano così dei predittori sempre corretti, cosa insidiosa che serba rischi ed inganni).

Aldilà di queste considerazioni formative, STM non si capisce cosa voglia fare. Oggi sembra voler iniziare una bella caduta nel vuoto verso nuovi livelli dove fermarsi (quali? tecnicamente potrebbe arrivare pure 4 euro???). Questo però solo per dire che le analisi non sono mai perfette, per questo vanno fatte e soprattutto le operazioni avviate vanno poi monitorate con nuove analisi aggiornate.

01-08-2010 - Marco Ianniello - mAT

DIETROFRONT DEL DOLLARO

L'aggiustamento del rapporto di cambio usd-yuan sembrava dovesse porre le basi per un rilancio dell'economia americana. Oggi sembra che ciò non possa bastare visto che ad appesantire lo scenario macroeconomico Usa è lo spettro della deflazione, un mix pericoloso di stagnazione ed inflazione che sfugge al controllo di Governo e Banca Centrale. Ciò è derivato dalla necessaria politica di tassi zero che però preclude ogni prospettiva di dare impulso allo sviluppo. I capitali che erano fuggiti dall'Europa per i timori sui debiti pubblici di Grecia & Co. ritornano allora di nuovo nel vecchio continente. Ed è proprio la Cina, che ora è il maggior detentore di riserve di valuta estera, ad aver venduto consistenti quantità di dollari contro euro accentuando così l'apprezzamento di questi giorni della divisa europea. Ma quale può essere il motivo di questa nuova riallocazione internazionale dei capitali? Sicuramente l'Europa sta offrendo rendimenti più appetibili visto pure il recente rialzo dell'euribor ma osserviamo che detti rendimenti incorporano il premio per il rischio! Ciò lascia ancora ampio spazio alle nostre rifelssioni visto che le prospettive globali sono ancora nel pieno della loro evoluzione.

04-06-2010 - Marco Ianniello - mAT

LA BORSA CROLLA SENZA UN PERCHE'...

Questo è quanto: oggi 04-06-2010, l'indice FTSE MIB chiude con un bel -3,71%. A leggere le notizie di oggi non si riesce a trovare un perché... e quando la gente non trova un perché perde facilmente la bussola... finendo per fare quasi sicuramente la mossa sbagliata. In genere tutte le persone amano sempre trovare un perché... a mAT invece questo non interessa: trovare un perché si riferisce quasi sempre al passato, a ciò che è avvenuto quindi ad opportunità perse che non potranno esser più colte. Bisogna invece guardare un po' avanti a ciò che potrà accadere e quindi individuare dei livelli dove il mercato potrà esprimere dei movimenti determinanti. Ora, sebbene l'indice sia calato bruscamente, esso sembra aver ancora mantenuto quota 18.700 (fondo). Questo è il livello DETERMINANTE da mantenere se si vuole credere in un'inversione al rialzo (T-UP). Ma poi il vero nemico da battere diventerebbe la soglia dei 23.000 punti. Questa è ormai una soglia che ipnotizza i titoli come "un cobra incantato da un flauto" dove i prezzi si fermeranno a guardare senza trovare il coraggio di andare oltre! Ci riusciranno??? Invece, laddove la soglia dei 18.700 dovesse cedere, allora si aprirebbe un baratro che impone tassativamente l'uscita dal mercato su posizioni in acquisto/long ed aperture di posizioni in vendita/short anche con forti volumi. In conclusione le domande e le verifiche sono due. La prima: l'indice terrà quota 18.700? Ed in caso affermativo ci dovremo porre la seconda: esso riuscirà a sfondare quota 23.000? Solo allora le posizioni in acquisto/long dormiranno sonni più tranquilli.

01-05-2010 - Marco Ianniello - mAT

ROTTURA GENERALIZZATA AL RIBASSO PER BORSA ITALIANA (E BORSE MONDIALI)

Stavamo già assistendo, dalla metà di aprile 2010, ad una flessione dei mercati che si atteggiava come una correzione fisiologica del trend-up principale. Ma, in qust'ultima settimana del mese di aprile e complice o meno l'effetto del declassamento della Grecia, il mercato ha segnato il passo con la rottura di importanti supporti che hanno così intaccato il trend rialzista principale. Dall'analisi grafica dell'indice FTSE MIB e di molti titoli è possibile individuare tempestivamente queste numerose e generalizzate rotture ribassiste. Esse, ora, lasciano la porta aperta ad un'inversione di tendenza con nuovi targets ribassisti tutti da scoprire caso per caso (v. analisi previsionali dei nostri trading systems).

commenti

Io credo che siano le banche stesse e ovviamente le agenzie di rating, che così facendo aumentano la volatilità e le possibilità di gain personali; oltre ovviamente a poter acquistare partecipazioni in istituzioni importanti a prezzi stracciati.
postato da SAW il 07/05/2010 10:58

Caro SAW, chi credi stia facendo queste manovre per destabilizzare le economie mondili???
postato da tigertrader il 07/05/2010 10:41

Dal mio punto di vista è molto probabile rivedere i minimi dell'anno scorso, che graficamente potrebbero configurare un doppio minimo di lungo periodo dal quale ripartire. Anche se devo dire che questa speculazione selvaggia mi dà un pò la nausea, perchè si vede lontano un miglio che sono manovre ad hoc per destabilizzare le varie economie mondiali.
postato da SAW il 07/05/2010 08:53

 

06-02-2010 - Marco Ianniello - mAT

MEDIOBANCA CONFERMA LA DIFFICOLTA' DEI BANCARI

Una chiara e telegrafica analisi su Mediobanca. 1) 23-10-2009 rotta al ribasso la mediamobile a 90 giorni a quota 9,30 euro; 2) 20-11-2009 rotta al ribasso la mediamobile a 200 giorni a quota 8,30 euro; 3) 21-01-2010 rotta al ribasso a quota 8,25 euro il supporto dinamico (trendline verde tratteggiata); 4) 04-02-2010 Rotto al ribasso il supporto orizzontale a quota 7,84 euro (linea orizzontale tratteggiata). Può bastare per capire che è meglio stare alla larga da operazioni long sui bancari??? Il titolo rischia seriamente di scendere sotto i 7,00 euro... pericolo.

commenti

l'analisi tecnica consiglia di "stare alla larga", ma direi che dal punto di vista dell'analisi fondamentale mediobanca resta una delle imprese bancarie piu' solide, da tenere in un ottica di lungo periodo
postato da sud42 il 07/02/2010 17:05

05-02-2010 - Marco Ianniello - mAT

MACROECONOMIA: EURO/USD/YUAN TASSI DI CAMBIO IN EVOLUZIONE

Fino ad un mese fa lo scenario era quello di un dollaro forte rispetto allo yuan cinese e debole rispetto all'euro. La svalutazione dello yuan ha favorito i mercati asiatici e penalizzato gli Usa che a loro volta hanno accettato un cambio debole nei confronti dell'euro per cercare di compensare gli effetti sul loro export. Ora il dollaro sembra aver imoccato la via della rivaluztaione sull'euro, proprio quando Obama ha chiesto ai cinesi di mitigare il rapporto di cambio yuan/usd. E' iniziato (da dicembre 2009) così un deflusso di capitali dalla zona euro verso gli Usa sebbene i tassi europei, all'1%, siano superiori di quelli della Fed, appiattiti intorno allo zero. Non è quindi la interest rate parity a governare l'aggiustamento attuale del cambio ma, in questo particolare momento, sembra siano scese in campo le aspettative degli operatori che iniziano a credere nella ripresa americana. Una ripresa che stando alla strategia di Obama è principalmnte esogena ossia dovrebbe derivare dall'aggiustamento dell'export Usa rispetto ai paesi asiatici e dovrebbe esser finanziata attraendo prorpio quei flussi di capitali in atto. Con questi aggiustamenti gli Usa vogliono riequilibrare e spartirsi l'export globale con i cinesi mentre la BCE resta sempre a guardare solo al suo interno, al circoscritto mercato UE ed alla solita inflazione europea che con la recessione è spontaneamente crollata sotto la soglia obiettivo del 2%... Da un punto di vista macroeconomico ci domandiamo ancora se l'atteggiamento della BCE nelle scelte di politica monetaria sia coerente con l'attuale sistema economico internazionale globale. Insomma si può a quei livelli prescindere ancora dagli altri? E' forse un atteggiamento asociale? Da un punto di vista borsistico, nel breve prendiamo atto di questo deciso movimento del dollaro sull'euro ed aspettiamo un livello di assetamento. Nel mediotermine invece sarà forse il caso di rimodulare i portafogli riducendo la quota asiatica in favore di quella americana? Sembra proprio di si...

commenti


non sarei cosi' severo nei confronti della bce, che mi sembra invece abbia lavorato bene in questi lunghi mesi di difficolta'.
forse l'ultimo andamento del cambio eur/usd puo' essere spiegato anche in parte per una certa sfiducia maturata nei confronti del debito sovrano di alcuni paesi dell'area euro (spagna, portogallo, grecia, irlanda) e per il ridursi delle operazioni di carry trade (indebitamento in dollari, investimento in euro).
per quanto riguarda la valuta cinese, difficile trovare solo motivazioni di mercao, visto il fortissimo intervento delle pubbliche autorita'
postato da sud42 il 07/02/2010 17:21

Da un punto di vista macroeconomico l'Europa sembra essersi un po' estraniata, fossilizzandosi a guardare il proprio mercato interno come se fosse quasi un'economia chiusa... Anche gli Usa si sono preoccupati dei loro problemi interni (disoccupazione in primis) ma, con la recente proprosta di Obama sul cambio yuan/usd sembra essi vogliano trovare anche delle soluzioni all'esterno. Insomma gli americani non dimenticano i loro obiettivi di politica estera! Dal punto di vista borsistico, che ci interessa di più, questo aggiustamento dei cambi (al di là degli effetti immediati sul forex) dovrebbe farci rimodulare i nostri portafogli riducendo la quota asia in favore di quella Usa e americana. Sono d'accordo.
postato da tigertrader il 05/02/2010 08:30

25-01-2010 - Marco Ianniello - mAT

UNICREDIT IN CADUTA

Dopo aver rotto a quota 2,40 il trend-up, Unicredit sfonda pure il supporto orizzontale a 2,15 euro! Si apre così una voragine sotto di se... arriverà a 1,80!!?

 

03-08-2009 - Marco Ianniello - mAT

FIAT: E' LA FINE DEL TREND-UP?

Fiat, come Finmeccanica, rompe con un piccolo gap la sua trendline di supporto a quota 10,20 euro. E' la fine del trend-up iniziato un anno fa?

COME E' ANDATA A FINIRE?

Da fine gennaio a metà settembre il titolo ha avuto un periodo di stallo con trend evidente laterale-ribbassista. Solo in autunno, con la rottura della trendiline tratteggiata, è ripartito alla grande performando con ottimi risultati.

 

 

03-08-2009 - Marco Ianniello - mAT

NUOVA GEOGRAFIA DEI MERCATI INTERNAZIONALI: CHI PARTE PER PRIMO?

 

E' possibile rilevare in questo momento importanti segnali rialzisti in quasi tutte le borse mondiali. Molte di queste hanno infatti rotto importanti resistenze storiche che pesavano da lungo tempo sull'andamento degli indici. In questa sede vogliamo fare una riflessione su quanto è accaduto attraverso una analisi tecnica comparativa delle principali piazze finanziarie internazionali. L'obiettivo è cogliere quali sono le borse che sono "partite per prime" e quali sembrano avere, in chiave previsionale, le maggiori potenzialità di sviluppo nel medio termine.

Come è possibile evincere dai grafici riportati a lato, abbiamo volutamente posto quegli indici che con più tempestività hanno manifestato movimenti rialzisti.

Di solito eravamo abituati ad assistere che le borse mondiali fosse trainate dagli Stati Uniti, dall'analisi comparativa illustrata sembra che gli equilibri azionari si sisano spostati. Sembra però che, comunque, gli Stati Uniti restano un mercato trainante per l'Europa nonostante, nonostante la crisi dei mutui subprime ha avuto origine proprio nella piazza americana. Ma stavolta a partire per prime, forse con poca sorpresa, sono le nuove piazze asiatiche, escluso il Giappone perennemente in crisi, ed anche le piazze emergenti (abbiamo preso come riferimento il solo Brasile).   

Da un confronto Stati Uniti - Europa emerge, come già accennato che:

1) gli STATI UNITI, come sempre il mercato americano conduce ed apre la strada. I primi e più evidenti segnali rialzisti vengono proprio dal Dow Jones che ha descritto una figura testa-spalle con recente rottura rialzista della neckline: siamo sui 9000 punti, la previsione rialzista si aggira intorno agli 11.500.

2) l' INGHILTERRA e la GERMANIA seguono in scia Wall Street con movimenti analoghi. La figura testa-spalle è formata ed anche se la rottura della neckline appare più timida. Previsione: FTSE 100 può raggiungere i 5.500 punti; DAX40 intravedere quota 6.400.

3) l' ITALIA come spesso accade nelle statistiche internazionali, è il fanalino di coda (solo avanti al Giappone a livello mondiale). Anche per l'FTSE MIB si è formata la figura testa-spalle con una neckline, battibile, posta esattamente in posizione orizzontale. Ciò però non è ancora avvenuto ma è solo questione di poco... Dopo la rottura di quota 21.000 la previsione rialzista si può attestare addirittura intorno ai 29.000 punti.

Nei mercati asiatici solo la borsa di HONG KONG ha avuto un andamento simile alle borse americana ed europee, rompendo un'analoga formazione testa-spalle. I trend rialzisti delle altre altre borse asiatiche, invece, stanno viaggiando con formazioni tecniche diverse. Vogliamo a questo punto riportare una classifica generale posta in ordine cronologico per cercare di cogliere quali possono essere i nuovi mercati trainanti di una prospettica fase di trend-up:

1) febbraio 2009 CINA (indice SHANGHAI COMPOSITE)

2) aprile 2009 BRASILE ed INDIA (indici IBOVESPA e BSE SENSEX)

3) maggio 2009 HONG KONG (indice HANG SENG)

4) fine giugno 2009 STATI UNITI (indice DOW JONES)

5) luglio 2009 INGHILTERRA e GERMANIA (indici FTSE 100 e DAX40)

6) agosto 2009 ITALIA (indice FTSE MIB, sta per rompere la neckline)

7) agosto 2009 GIAPPONE (indice NIKKEI 225 è ancora sotto la neckline)

La classifica su riportata, dedotta dai grafici esposti a lato, induce un'importante riflessione circa una nuova correlazione a livello di mercati internazionali. Prima l'America era la locomotiva che trainava tutte le altre borse mondiali, ora la Cina, l'India e paesi emergenti sembrano muoversi con più coraggio. La motivazioni possono trovare fondamento su una serie di fattori: 1) una loro più vivace e produttiva base economica 2) una migliore capacità di spesa attuale legata agli afflussi di movimenti di capitali per le cospicue esportazioni di questi ultimi anni e per il rimpatrio di capitali scoraggiati dalla crisi americana.

Tali riflessioni possono essere utili ai fini di una ottimale diversificazione geografica degli investimenti a livello mondiale.

Se è vero che con il sorgere del sole il potere si era progressivamente spostato da Est ad Ovest, dall'antica Grecia a Roma...  passando poi, nei secoli, dall'Europa agli Stati Uniti... oggi, il sole sembra voler splendere sull'Asia cinese e sull'India.

16-07-2009 - Marco Ianniello - mAT

UN GIORNO DIVERSO: QUANDO IL TIMING E' PERFETTO

Le giornate di borsa possono sembrare tutte uguali e a molti addirittura noiose. Prezzi, variazioni verdi, segni rossi. A volte forti oscillazioni, il più delle volte preoccupanti o sorprendenti.

Troppo spesso chi investe si lascia guidare dal solo prezzo. Troppe volte si sente dire "Fiat sta basso, sarebbe da comprare...". Invece, poi, il titolo va ancora più giù.

Oggi, 16 luglio 2009, è un giorno diverso, un giorno importante, proprio per Fiat, che dopo 2 anni e 4 mesi di passione da 24,09 a 3,35 euro, sembra voler uscire per primo dal tunnel. Già il news-trend positivo legato all'affare Chrysler aveva fatto sfondare una prima resistenza storica a quota 4,80 a fine marzo 2009. Oggi Fiat rompe nuovamente, dopo essersi appoggiato dall'alto, l'ennesima resistenza dinamica rappresentata alla trendline rossa come illustrato nel grafico seguente.

Un'altro titolo in procinto di rompere al rialzo è Unicredit. Si può vedere dall'analisi tecnica che oggi, 16 luglio 2009 è ancora presto... Domani, molto probabilmente il gioco sarà fatto. Qualcuno avrà già inserito un ordine condizionato del tipo: SE SFONDA 1,90 BUY con Stop Loss comodo 1,60 e Target direi anche molto lungo. Vedremo... domani.

Speriamo solo che i giornali non trovino la solita notizia scontata per giustificare e colorire le oscillazioni dei titoli. I titoli salgono perché la gente sta comprando...

APPENA 5 GIORNI DOPO

Sono passati appena 5 giornate di borsa e le rotture rialziste esprimono già i primi risultati. Non ci aspettiamo grandi rally ma piuttosto l'inizio di un lento e consolidato trend-up, anche perchè nell'immediato queste rotture, comunque importanti, stanno producendo movimenti positivi ma piuttosto cauti e prudenti. Intanto vediamo subito cosa è accaduto ad UNICREDIT: il titolo ha rotto la resistenza storica facendo auspicare l'inizio di una fase di rialzo (occhio al rispetto del supporto corrispondente al fondo del canale rialzista). Rimanendo in tema di bancari, analoga situazione rileviamo già per INTESA-SANPAOLO, MEDIOBANCA e più timidamente anche per BANCA MONTE DEI PASCHI. Si tratta di primi segnali rialzisti dei quali verificheremo insieme le relative conferme.

Nel settore energetico SAIPEM è il più reattivo (a differenza di ENI): ha rotto ed è partito alla ricerca di un nuovo massimo come si può cogliere chiaramente dall'analisi grafica sottostante.

Infine, analoga considerazione si può, e si deve, formulare anche per l'indice di riferimento del mercato azionario italiano, FTSE MIB. Ma se ci vogliamo come sempre sbilanciare, oltre alla semplice ed importante rottura rialzista della resistenza, si inizia ad intravedere una ulteriore e possibile formazione di una figura testa spalle rialzista. Abbiamo già tracciato la possibile neckline (a quota 21.000) rotta la quale l'indice prenderà decisamente quota.

 

15-07-2009 - Marco Ianniello - mAT

MA QUANTO DURA IL LUNGO PERIODO?   

E’ opinione assai diffusa che la diversificazione temporale degli investimenti finanziari sia da strutturare nel modo seguente:

  • breve periodo: titoli di stato e assets monetari
  • medio periodo: titoli obbligazionari e assets bilanciati
  • lungo periodo: titoli azionari

Chi investiva negli anni ’80 e ’90, ancora ancora, crede in questo assioma.

Ma con l’avvento del nuovo millennio, ancora una volta, qualcosa di molto importante è cambiato.

Vogliamo soffermarci, semplicemente, sull’analisi del principale indice azionario italiano, il MIB 30 diventato poi S&P MIB ed ora FTSE MIB. Al di là di come l’indice sia stato denominato, sappiamo bene che esso sintetizza l’andamento dei maggiori titoli azionari italiani, quelli a più alta capitalizzazione.

All’inizio del 1998 l’indice MIB 30 quotava 25.484 punti. Dopo esatti 10 anni, a fine 2008, l’omologo S&P MIB quotava 20.064 punti. Chi l’avrebbe mai detto?

Eppure 10 anni sono considerati generalmente un lungo periodo in grado di tutelare quantomeno il capitale, se non addirittura di assicurare un rendimento azionario interessante. Ed in forza di questo principio moltissimi consulenti finanziari avranno sicuramente indirizzato i risparmi dei loro clienti verso forme di investimento di tipo azionario.

Oggi, forse, gli stessi si nascondono dietro un dito affermando che non si poteva prevedere l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, che erano inimmaginabili sia la crisi dei mutui sub-prime del 2007-2008 che la conseguente e profonda recessione economica che ci attanaglia. Dobbiamo ammettere che nemmeno molti economisti ed analisti sono riusciti a prevedere e scongiurare i terremoti finanziari di questo decennio, ma dobbiamo capire che i mercati azionari, sempre più globali ed interrelati tra loro, richiedono un monitoraggio costante ed adeguate forme di difesa del capitale anche nel lungo periodo.

Spesso, anzi troppo spesso e troppo superficialmente, gli investimenti vengono adagiati nel lungo periodo come se il tempo avesse una spontanea ed endogena struttura di difesa del capitale. Ebbene si, con i dati alla mano, dobbiamo rilevare il contrario.

Ad inizio 1998 l’indice rappresentativo del mercato azionario italiano, l’allora MIB 30, quotava 25.484 punti e dopo esatti 10 anni, a fine 2008, il corrispondente S&P MIB quotava 20.064 punti. Si è trattato, in questo “lungo periodo”, di un bel -21,3%, di una perdita secca in conto capitale! Forse, di fronte a questi pochi dati oggettivi, qualche Financial Planner si sta  già da tempo chiedendo: ma quanto dura il lungo periodO?

26-02-2009 - Marco Ianniello - mAT

PREVISIONE SU SP MIB, BANCA MONTE PASCHI E FINMECCANICA

SP MIB. La nostra previsione del 06-10-2008, con obiettivo a ca 17.200, è stata perfettamente centrata. Ora, l'indice si trova al di sotto del minimo assoluto ( marzo 2002)  con pochi punti di riferimento. Ciò lascia presagire e temere una caduta libera che potrebbe addirittura arrivare a 12.000. L'attuale fascia di oscillazione dell'indice è tra i 12.000 punti e i 15.000. Ai dati di oggi, introno a quest'ultimo livello si dovrebbe porre la massima attenzione per valutare eventuali rotture rialzista. Ma c'è ancora tempo, per soffrire.

BCA MPS. Il titolo sfiora lungamente quota 1,00 euro e addirittura la rompe. Temevamo livelli più bassi di quelli che stiamo per dire (v. anche obiettivo Testa-Spalle ribassista illustrato) ma possiamo configurare un livello di pavimento intorno ai 0,90 / 0,85. Quindi massima attenzione intorno a questi livelli di prezzo che diventano importantissimi da tenere e in tal caso diventa attendibile un rimbalzo fino a quota 1,25 (freccia verde). Ai dati attuali, lì si dovrebbe valutare l'attacco del titolo alla resistenza ribassista che lo affligge da tempo. Valutare significa anche misurarne la fora e l'intensità in termini di volumi e convinzione. Ma sapettiamo prima che ci arrivi... Le domande, allora, sono questa:"Ci riuscirà? E quando?"

FINMECCANICA. Nonostante il declino del mercato Usa (principale committente dell'azienda italiana) il titolo ha descritto una bella fase di ripresa in controtendenza rispetto a tutti gli altri titoli. Ma, sebbene la resistenza dinamica attuale (linea rossa continua) non convince del tutto(forse è provvisoria e sarà oggetto di possibili aggiustamenti), rileviamo che il titolo ha subito uno stop a ca 12,50. Ciò inverte istantaneamente le nostre valutazioni (se fosse in portafoglio, scatterebbe uno stop loss!) in quanto si apre una piccola voragine al di sotto che fa temere i livelli di prezzo toccati nel novembre 2008. Se dovesse ritornare sui suoi passi fino ad 8,50 massima attenzione al comportamento intorno tale livello!!!

06-10-2008 - Marco Ianniello - mAT

PREVISIONE SP MIB

Oggi l'indice SP MIB30 ha chiuso con una ridondante variazione giornaliera di -8,24%. E' proprio il caso di dire che le cose si stanno mettendo proprio male, tanto che si scorge, ad un orizzonte neanche troppo lontano, quella che può essere definita una tempesta perfetta! Non si vogliono creare incontrollati allarmismi ma si vuole delineare un plausibile scenario di cui riteniamo giusto prenderne coscienza. La formazione di questo scenario potrebbe essere "alterata" da nuovi interventi esterni delle Autorità Monetarie e dei Governi delle maggiori economie. Ma il risultato di questa previsione qui illustrata viene fuori nonostante tutti gli interventi esterni avvenuti finora (nazionalizzazione di banche, iniezioni di liquidità da parte di Banche Centrali, limitazioni e proibizioni di vendite allo scoperto).

Il ciclo ribassista, iniziato dopo il picco massimo del 18-05-2007, ha iniziato col descrivere una figura testa-spalle perfettamente riuscita con la rottura della neckline (punto 4) ed obiettivo al punto 5. Dopo un "test da sotto" al punto 6, assistiamo alla rottura della seconda neckline (punto 7) ed al suo "test da sotto" nel punto 8. Con questa formazione è venuto meno ogni possibile pavimento a sostegno dell'indice che lascia presagire un obiettivo ribassista al punto 9 intorno quota 18.000 nel periodo tra dic2008 e feb2009. Sarà davvero così? Vedremo insieme. Inoltre, è il caso di osservare pure che il ciclo rialzista è iniziato il 12-03-2003 ed è durato circa 4 anni e 3 mesi. Invece, la fase ribassista che prevedibilmente riporterà i corsi al punto di partenza, se non ancora più giù, durerà appena 1 anno e 5/6 mesi. Ci vuole sempre molto più tempo per costruire un palazzo rispetto al tempo necessario per distruggerlo e demolirlo.

12-01-2009 - Marco Ianniello - mAT

Ma come è andata a finire?

Il grafico è eloquente. Il 5-12-2008 l'indice SP MIB ha toccato il minimo assoluto a quota 17.803 punti. Il trend, come da noi preannunciato ha rispettato in pieno il canale discendente evidenziato, raggiungendo come previsto  il punto 9. Insomma, provare per credere ed... occhio alla tempesta perfetta!

28-09-2008 - Marco Ianniello - mAT

SVALUTAZIONE DI ASSET TOSSICI: IL NEMICO SI CHIAMA FAIR VALUE

Il fair value, o valore equo, sta diventando uno dei principali imputati della crisi. Lo Ias 39, relativo alla valutazione degli strumenti finanziari, impone di valutare le voci in bilancio tenendo conto delle oscillazioni dei mercati ed ha così la colpa di legare i bilanci delle imprese ai listini di mercato, nel bene e nel male. Le imprese che detengono nel loro attivo strumenti finanziari, quindi le banche e gli istituti finanziari in primis, hanno dovuto aggiornare il valore di queste attività ai nuovi precipitati prezzi correnti. Hanno quindi dovuto procedere a svalutazioni corpose che (dopo aver prima intaccato eventuali riserve) hanno fatto subito soffrire il risultati economici delle imprese che, di fronte a pesanti perdite, hanno mandato i loro bilanci in crisi. Infatti, la SEC (la Consob americana) ha optato di sospendere il mark to market ossia la declinazione del fair value per gli strumenti finanziari. Il fair value è quindi il veicolo con cui la crisi è entrato direttamente nei bilanci aziendali ed, incidendo sui risultati economici, può compromettere una valutazione oggettiva circa la gestione caratteristica.

28-09-2008 - Marco Ianniello - mAT

CREDIT DEFAULT SWAP

L'evoluzione degli spread dei credit default swap (Cds) costituisce la vera cartina di tornasole, una valutazione puntuale, del merito creditizio di una controparte: una sorta di contratto di assicurazione attraverso il quale il venditore si impegna a risarcire il compratore nel caso di insolvenza di un emittente. Il rischio fallimento era giudicato talmente basso che per coprire CDS 10 milioni di dollari di obbligazioni Leman Brothers bastavano 30.000 dollari (0,3%). Poi la svolta con la crisi dei mutui subprime i prezzi dei CDS hanno subito uno shock simile a quello delle assicurazioni rischio terrorismo dopo l’11 settembre. Il giorno prima del fallimento di Lehman Brothers, per "assicurare" per cinque anni 10 milioni di dollari investiti in bond emessi dall'ormai defunta banca d'affari statunitense, un investitore istituzionale doveva sborsare un premio di 700mila dollari (7% del capitale), più del doppio rispetto a quanto richiesto dal mercato la settimana precedente. Analogamente per Dexia (la banca reputata tra le più rischiose nell'Eurozona) il costo ammontava a 235mila dollari (2,35%) con andamenti schizofrenici che testimoniano la crisi di fiducia che serpeggia sul mercato interbancario. Mentre le agenzie di rating sono accusate di vedere in ritardo i default in arrivo, il mercato dei CDS sta diventando indispensabile nella catena di trasmissione delle informazioni finanziarie. Infatti, se con la crisi finanziaria la lentezza dei rating ha mostrato tutti i suoi limiti, i CDS non hanno mai smesso di funzionare. Il loro mercato è rimasto sempre efficiente con un’ordinata chiusura di tutte le posizioni previste nei contratti. Solo con premi schizzati vertiginosamente in alto. E se prima i contraenti cercavano di contrattare sul loro prezzo, adesso si guarda alla qualità della controparte. Insomma si comprano i CDS dalle banche d’investimento che hanno un merito creditizio più elevato. Sperando, e scommettendo, che esse stesse non siano a loro volta a rischio di insolvenza.

13-05-2008 - Marco Ianniello - mAT

LA FIGURA TESTA-SPALLE

 

La figura Testa-Spalle (Head & Shoulders) è una delle principali figure di inversione di un trend. Di seguito riportiamo il caso reale del SP MIB che giugno 2008 ha completato perfettamente un Testa-Spalle ribassista. Più precisamente, l'indice in questione ha percorso un canale rialzista (rappresentato dalle due trendlines verdi crescenti) all'interno del quale ha registrato una serie di massimi crescenti (fino al punto H). Nel momento in cui l'indice non è riuscito a superare questo ultimo massimo con SR < H, si è configurata in modo oggettivo agli occhi di tutto il mercato la possibilità del Testa-Spalle. E' stato possibile tracciare la neckline (linea del collo) che se sfondata (come è avvenuto in questo caso al ribasso) ha un obiettivo tecnico pari all'altezza della Testa (H-neckline). Tale Figura era iniziata ai primi di dicembre 2006, ha segnato la rottura della neckline nel gennaio 2008 (dopo 14 mesi) ed ha perfettamente raggiunto il target ribassista, contrassegnato dalla freccia verticale, dopo ca 2 mesi, il 20 marzo 2008 (16 mesi in tutto! per un'analisi riferibile al medio-lungo periodo). In conclusione la formazione di una figura Testa-Spalle ci preavvisa la fine di un trend: un'inversione al ribasso (come in questo caso) oppure al rialzo (nel caso rovesciato). Quindi, nel seguire i trend di periodo, diventiamo tutti "cacciatori di teste" in attesa che il resto venga da se.

18-02-2008 - Marco Ianniello - mAT

CRONOLOGIA DEI CRACK FINANZIARI: LE BANCHE SALVATE DAL 2008 AD OGGI

12-02-2008  IKB, SachsenLb, WestLb e BayernLB (Germania): iniezione di liquidità da parte dello Stato

WestLB, IKB e BayernLB: banche tedesche nella bufera

L'istituto pubblico Kreditanstalt für Wiederaufbau, proprietario del 38% di IKB, aveva già garantito 5 miliardi di euro per salvare in extremis, l’estate scorsa, la banca tedesca IKB. Analoghe misure pubbliche erano state applicate per la SachsenLB. Intanto, oggi, la IKB ha ancora bisogno di denaro fresco, 2 miliardi di euro, a causa dei suoi investimenti nei mutui ipotecari americani. WestLB ha annunciato la settimana scorsa una cura dimagrante che prevede una riduzione del personale del 25%. Gli azionisti della banca pubblica renana hanno messo a disposizione nuove garanzie per 2 miliardi di euro con l'obiettivo di accompagnare la creazione di una cassaforte finanziaria in cui versare investimenti a rischio. Dal canto suo, BayernLB, la banca pubblica della Baviera, sarà costretta ad annunciare svalutazioni per 2,5 miliardi di euro.

17-03-2008 Bear Stearns Companies Inc. (USA): rilevata da JP MORGAN CHASE

Bear Stears comprata da Jp Morgan, ma praticamente a gratis

La banca commerciale americana JpMorgan Chase  ha annunciato che comprerà per la cifra irrisoria di 236 milioni di dollari la banca d’affari Bear Stearns, minacciata dal fallimento. Il consiglio di amministrazione delle due imprese hanno già approvato l’operazione, fatta attraverso lo scambio di titoli, che valorizzano ogni titolo Bear Stearns a soli 2 dollari, nonostante venerdì scorso ogni azione Bear Stearns valesse 30 dollari. D’altronde, un prezzo così esiguo è stato stipulato soltanto perchè Jp Morgan, ha già indicato che garantirà le obbligazioni commerciali di Bear Stears e delle sue filiali.
26-03-2008 Northern Rock (UK): nazionalizzata

Northern Rock: la Consob inglese ammette di aver fallito

La Financial Services Authority, il guardiano dei mercati finanziari britannici, ha ammesso di non avere monitorato adeguatamente la situazione della Northern Rock. Northern Rock era cresciuta rapidamente in pochi anni con una strategia aggressiva di conquistare quote di mercato offrendo mutui a condizioni favorevoli e prestiti di un'entità pari anche al 125% del valore dell'immobile. Ha accumulato oltre 110 miliardi di sterline di asset diventando l'ottava banca e il quinto erogatore di mutui della Gran Bretagna. Il suo business model, di affidarsi ai mercati dei capitali per reperire fondi invece di contare sui depositi dei clienti, era noto all'Fsa. La Banca Centrale d’Inghilterra ha dovuto prestare oltre 25 miliardi di sterline a Northern Rock. Dopo mesi di incertezza, la banca in crisi e' stata nazionalizzata da Londra in febbraio e ha appena annunciato che dimezzerà gli asset e licenzierà un terzo dei dipendenti.

11-07-2008 Indy Mac Federal Bank(USA): nazionalizzata

IndyMac Bank fallisce

Le autorità americane sono state costrette a rilevare la IndyMac Bank, una delle principali casse di risparmio americane specializzate in mutui. IndyMac ha attività patrimoniali per 32 miliardi di dollari e riaprira' i battenti lunedi' mattina sotto la gestione dell'agenzia Federal Deposit Insurance Corp. (Fdic) che ha sborsato 8 miliardi di dollari per proteggere i depositi dei 10.000 correntisti i quali hanno visto andare in fumo circa 1 miliardo di dollari di loro risparmi. La banca è stata posta sotto sequestro dalle Autorità di regolamentazione.

14-07-2008 Fannie Mae e Freddie Mac (USA): rilevate dal Governo USA
Fannie Mae e Freddie Mac, interviene il Tesoro americano

Il Tesoro e la Fed hanno comunicato un pacchetto di azioni separate, ma coordinate, per rafforzare la posizione finanziarie di Fannie Mae e Freddie Mac, i principali detentori di portafogli mutui in America. Fannie e Freddie hanno rispettivamente un indebitamento di 800 e 740 miliardi di dollari. Insieme inoltre detengono un portafoglio misto di circa 5.000 miliardi di dollari, la metà dell'esposizione totale del sistema immobiliare americano.

26-07-2008 First National Bank of Nevada e Frist Heritage Bank (USA): rilevate da Mutual of Omaha Bank

Bank of Nevada e First Heritage Bank di Newport

Prosegue lo stillicidio di fallimenti nelle banche degli USA. Anche oggi infatti la crisi dei mutui ha mietuto altre due vittime. La First National Bank of Nevada e First Heritage Bank sono state chiuse in tarda nottata dalle autorità finanziarie perché sotto-capitalizzate. A decidere la chiusura delle attività dei due istituti, che fanno entrambi capo ad un gruppo dell'Arizona, First National Bank Holding, è stato l'Office of the Controller of the Currency, l'ente statale di controllo sul denaro circolante negli Stati Uniti. I depositi bancari presso le due banche e i loro attivi saranno acquisiti dalla Mutual of Omaha Bank.

25-08-2008

Columbian Bank and Trust (Usa): rilevati asset e depositi da parte di Citizens Bank and Trust

Piccole banche falliscono

Le autorità di regolamentazione hanno dichiarato il fallimento di Columbian Bank and Trust. Il collasso della piccola banca americana del Kansas. Il Federal Deposit Insurance ha stimato che la banca gestiva asset per 752 milioni di dollari e depositi per 622 milioni di dollari. E’ intervenuta così la Citizens Bank and Trust, istituto del Missouri, che ha rilevato i depositi ed anche una parte di asset per 85,5 milioni di dollari.

25-08-2008

Roskilde Bank (Danimarca): rilevata dalla Banca centrale

Piccole banche falliscono, in Danimarca si nazionalizza

La Danimarca ha dovuto procedere ad una nazionalizzazione-salvataggio per la sua ottava maggiore banca, per cui non si è riusciti a trovare un acquirente privato. Ad effettuare l'operazione è stata la Banca centrale (Nationalbanken), che ha riferito di aver rilevato il controllo della Roskilde Bank per 37,3 miliardi di corone, poco meno di 5 miliardi di euro. Il mese scorso la Banca centrale aveva già erogato prestiti di emergenza a Roskilde, per consentirle di onorare le obbligazioni in scadenza.

15-09-2008 Leman Brother (USA): amministrazione controllata con cessione della divisione broker a Barclays
Lehman, crack da 613 mld $

Lehman Brothers, la quarta e blasonata banca d'investimenti di Wall Street, ha ufficialmente chiesto oggi al tribunale fallimentare di New York l'amministrazione controllata ex articolo 11. Nell'atto con cui ha formalizzato la sua bancarotta, Lehman indica di aver debiti per la somma colossale di 613 miliardi di dollari. La banca ha anche già deciso il licenziamento immediato di 6 mila dipendenti in Europa.

15-09-2008 Merrill Lynch (USA): rilevata da Bank of America (50 miliardi di dollari)
Merrill Lynch incorporata da Bank of America, tensione sui mercati

Nel mentre saltava la trattativa di integrazione tra Barcleys e Leman Brothers, per il salvataggio di quest’ultima, è stata perfezionata a sorpresa l’operazione di fusione da 44 miliardi di dollari tra Bank of America e Merrill Lynch. Un pezzo di storia della finanza americana, quale Merill Linch, scopare così dai listini del New York Stock Exchange.

17-09-2008 AIG (USA): rilevata dal Goveno USA (finanziamento "ponte" biennale di 85 miliardi di dollari)

AIG salvata dal Tesoro. Fed: evitate tensioni sul credito

La Banca centrale degli Stati Uniti ha lanciato la ciambella di salvataggio al gigante mondiale delle assicurazioni American International Group (AIG): 85 miliardi di dollari a 24 mesi per rilevare il 79,9% del gruppo. Il prestito sarà ripagato con la vendita degli attivi. Soltanto ieri, mentre il titolo AIG sprofondava a Wall Street del 60%, era stato lanciato l'allarme liquidità.

18-09-2008 HBOS (UK): rilevata da Lloyds TSB
Hbos rilevata da Lloyds Tsb per 12,2 miliardi di sterline

Alla fine l'acquisizione-salvataggio di Lloyds Tsb su Hbos, rispettivamente quinta e quarta banca inglese per attività, è avvenuta. Dopo avere operato nell'ombra, pare per settimane, in coordinamento con le due banche, le autorità monetarie hanno dato il placet e il piano è scattato fulmineo.
I termini sono assai favorevoli a Lloyds Tsb, che rileva la prima prestatrice di crediti ipotecari in Gran Bretagna per 12,2 miliardi di sterline, pari a 20 miliardi di dollari. La forza di Lloyds nel retail è dunque servita a puntellare Hbos, che era esposta di più sui crediti all'ingrosso con una quota del 20% del mercato inglese e il glorioso marchio Halifax che valeva quasi 50 miliardi di sterline.

22-09-2008 Morgan Stanley (USA): rilevato il 21% del capitale da Mitsubishi Ufj Financial (JPN) per 9 miliardi di dollari
Morgan Stanley, la prima banca giapponese rileva fino al 20%

Il primo gruppo bancario del Giappone, Mitsubishi Ufj Financial ha rilevato il 21% del capitale di Morgan Stanley, l'ultima delle grandi banche d'affari americane rimaste in piedi assieme a Goldman Sachs (Bear Stearns è andata a Jp Morgan, Lehman è fallita, Merrill Lynch è stata incorporata da Bank of America). Intanto la Fed ha accettato la richiesta delle due banche d’investimento rimaste a diventare anche banche commerciali.

26-09-2008 Washinton Mutual (USA): rilevata da JP MORGAN CHASE

Washington Mutual rilevata da super Jp Morgan che diventa la prima banca Usa per depositi

I numeri del fallimento di Washington Mutual, gruppo con 307 miliardi di dollari di attività e 188 miliardi di depositi, sono i più grandi di sempre. Ad approfittarne è Jp Morgan che dopo aver acquistato, a marzo, Bear Stearns con un finanziamento della Fed, ieri ha rilevato per 1,9 miliardi di dollari la Washington Mutual Bank e la Washington Mutual Fsb. Nessuna speranza per azionisti e creditori della holding, che perderanno tutto. Fuori dalla transazione anche i 45,2 miliardi di depositi direttamente assicurati dalla Fdic. Contestualmente, vista la forte esposizione sui mutui immobiliari, Jp Morgan ha già deciso svalutazioni di crediti per 31 miliardi di dollari per ripulire i conti delle banche acquisite. E per mantenere i propri ratios di solvibilità ha poi annunciato un aumento di capitale da 8 miliardi di dollari. Al finale la Jp Morgan potrà contare su una rete di 5.410 sportelli (2.239 ex Washington Mutual) in 23 Stati Usa, attività per 2.040 miliardi di dollari e depositi per oltre 900 miliardi di dollari, acquisendo così ogni primato nel sistema bancario americano.

27-09-2008 Dexia (BE-FRA): ricapitalizzazione da parte di enti pubblici di Belgio e Francia 6,4 miliardi euro

Dexia: siglato accordo per salvataggio

I governi di Francia, Belgio e Lussemburgo hanno concertato un’iniezione di liquidità per 6,4 miliardi di euro nelle casse di Dexia. L’operazione di salvataggio ha tutti i connotati di una nazionalizzazione dell’istituto europeo specializzato in prestiti agli enti locali.
28-09-2008 Bradford e Bingley (UK): sportelli rilevati da Santander per 612 milioni di sterline e nazionalizzazione
Bradford & Bingley nazionalizzate dal Governo inglese per evitare il fallimento

Bradford & Bingley, la più piccola delle banche di credito ipotecarie britanniche, sta veleggiando verso la nazionalizzazione. La banca ha una forte esposizione nel settore dei mutui "buy to let" ossia finalizzati a comprare seconde case per affittarle. Il Governo nazionalizzerà la banca, che ha 52 miliardi di sterline di attività (65 miliardi di euro) e poi metterà in vendita al migliore offerente i 200 sportelli dell'attività retail. Intanto si sono già viste le prime inquietanti code di depositanti agli sportelli per prelevare i propri risparmi.

03-10-2008 Fortis (BE-OL): nazionalizzata dallo Stato Olandese

Fortis, asset olandesi ceduti allo Stato per 16,8 miliardi

Lo Stato olandese acquisisce la totalità delle attività olandesi di Fortis, in particolare Fortis Bank Nederland Holding, inclusa la sua quota in Abn Amro, e Fortis Insurance Netherlands. La decisione mira al mantenimento di un grado di solvibilità duraturo del gruppo bancassicurativo, salvato dal Governo grazie a un'iniezione di capitali per 16,8 miliardi di euro.

05-10-2008 Hypo Real Estate (Germania): 35 miliardi di linee di credito da parte di una cordata di banche con garanzia dello Stato
Fallisce il salvataggio Hypo Re. Deutsche Bank crisi sottostimata

La Hypo Real Estate, banca tedesca con attività per circa 400 miliardi di euro, ha annunciato il fallimento del piano da 35 miliardi di euro che avrebbe dovuto salvarla. Il pool di banche chiamato a intervenire assieme al Governo tedesco si è tirato fuori dall'operazione. Il motivo? Deutsche Bank, tra gli istituti chiamati al salvataggio, ha fatto sapere che le difficoltà di Hypo sono state sottostimate. Il Governo ha deciso di garantire tutti depositi bancari nella loro interezza, in contrasto con le norme dell’Unione Europea e ben oltre il limite di 20mila euro in vigore in Germania.

07-10-2008 Wachovia (USA): rilevata da Citibank e Wells Fargo

Wachovia, la Fed arbitro fra Citigroup e Wells Fargo

Il 29-09 Citigroup (New York) aveva firmato un accordo con Wachovia, con il benestare felice della Fed,  di rilevare le sue attività per 2,1 miliardi di dollari. Dopo appena 2 giorni è saltata fuori Wells Fargo (California) con un’offerta ben superiore da 11,7 miliardi di dollari lasciando cadere Wachovia in tentazione. Si è aperta così una vera e propria battaglia legale tra i due Istituti che ha visto congelare l’intervento di Wells Fargo. E’ dovuta intervenire la Fed che, dapprima aveva avallato positivamente entrambe le operazioni, ora ha proposto un compromesso: Citigroup e Wells Fargo dovrebbero spartirsi le 3.340 filiali di Wachovia a seconda della loro influenza geografica. Wells Fargo rileverà le filiali di Wachovia in California e nel west mentre Citigroup si approprierà delle filiali della regione nord orientale.

08-10-2008 Abbey, Hbos, Hsbc, Barclays, Lloyds Tsb, Royal Bank of Scotland, Standard Chartered:
finanziamento di 200 miliardi di sterline e garanzie rilasciate per 250 miliardi di sterline rilasciate dal Governo inglese
Gran Bretagna: il Governo ricapitalizza otto grandi istituti di credito

Il Governo britannico ha preso la decisione senza precedenti varando un maxipiano di salvataggio volto a ricapitalizzare il sistema bancario, che equivale di fatto a una semi-nazionalizzazione. Il piano si applicherà immediatamente a sette banche (Abbey, Hbos, Hsbc, Barclays, Lloyds Tsb, Royal Bank of Scotland, Standard Chartered) e alla società di credito ipotecario Nationwide. Si tratta di una potente iniezione di liquidità da 200 miliardi di sterline e di garanzie rilasciate per 250 miliardi di sterline di prestiti bancari. Le banche che vorranno disporre del capitale pubblico emetteranno in cambio azioni privilegiate o altri strumenti che diano un tasso d'interesse al contribuente. In cambio dell'aiuto le banche dovranno impegnarsi a osservare rigidi criteri di governance sul fronte delle retribuzioni dei manager e seguire accorte politiche nella distribuzione dei dividendi.

09-10-2008

Landsbanki (Islanda) in amministrazione controllata e in parte rilevata dall'olandese ING Direct

Kaupthing (Islanda) ha ottenuto un prestito di 500 milioni di euro dalla Banca Centrale d’Islanda

Glitnir (Islanda) nazionalizzata per il 75% al prezzo di 600 milioni di euro

Islanda sull’orlo del precipizio

Lo Stato ha dovuto prendere il controllo della seconda banca del paese, la Landsbanki, e l'ha poi posta in amministrazione controllata. I suoi depositi sono stati acquistati dall'olandese Ing Direct. Mentre la Kaupthing, la prima banca, ha ottenuto un prestito di 500 milioni di euro dalla banca centrale. E per finire la Glitnir, la terza banca, è stata nazionalizzata per il 75% al prezzo di 600 milioni di euro.    In seguito alla decisione del Governo islandese di garantire per intero i depositi bancari, Standard & Poor's ha tagliato di due livelli il rating dell'Islanda, portandolo a BBB da A-.    Intanto l'indice della Borsa di Reykjavik ha fatto segnare anche un -76,13% (giornaliero!) nonostante restassero esclusi dalle contrattazioni i principali titoli finanziari.

13-10-2008 Royal Bank of Scotland (20 miliardi di sterline) , fusione Lloyds Tsb e Hbos (17 miliardi di sterline):
lo Stato Inglese interviene con l’acquisto di azioni ordinarie e privilegiate per 37 miliardi di sterline (46 miliardi di euro)
Gli interventi del Governo inglese, banca per banca
Il Governo Inglese ha predisposto un pacchetto di danaro pubblico in soccorso alle banche. Si tratta di un’iniezione massiccia di capitale da 37 miliardi di sterline di cui 15 miliardi di azioni ordinarie e 5 miliardi di privilegiate per il colosso scozzese Rbs. In tutto, la partecipazione dello Stato in Rbs andrebbe al 57%. Per pagare gli interessi si asterrà dal distribuire il dividendo agli azionisti. I vertici della banca vengono decapitati. Invece, la nuova superbanca che sta nascendo dalla fusione tra Lloyds Tsb e Hbos, aprirà il capitale allo Stato, che salirebbe attorno al 40%. Nel caso di Hbos l'iniezione è di 11,5 miliardi di sterline, di cui 8,5 miliardi di azioni ordinarie e 3 miliardi di privilegiate, mentre Lloyds otterrà 5,5 miliardi di cui 4,5 miliardi in cambio di azioni ordinarie e 1 miliardo di privilegiate.
14-10-2008

Lo Stato Americano acquista azioni privilegiate delle maggiori banche

Bank of America (Usa), J.P. Morgan (Usa), Citigroup (Usa), Merrill Lync (Usa): 25 miliardi di dollari

Wells Fargo (Usa): 20 miliardi di dollari
Goldman Sachs (Usa), Morgan Stanley (Usa): 10 miliardi di dollari
Bank of New York Mellon (Usa), State Street (Usa): 3 miliardi di dollari
Bush, il Governo Usa nel capitale delle maggiori banche

Il Tesoro acquisterà 25 miliardi di dollari in titoli privilegiati di Bank of America, J.P. Morgan, Merrill Lync e Citigroup. 20 miliardi di dollari per Wells Fargo, 10 miliardi per uno per Goldman Sachs e Morgan Stanley, 3 miliardi di dollari per Bank of New York Mellon e State Street. Ogni singola partecipazione, però, non può superare il 3% degli asset a rischio e deve essere limitata a un importo massimo di 25 miliardi di dollari. Su tali partecipazioni le banche dovranno pagare un dividendo annuo del 5% nei primi 5 anni e del 9% in quelli successivi.L’intervento pubblico di questi giorni ammonta a 250 miliardi che rientrano nel pacchetto da 700 miliardi di dollari del piano Paulson.

16-10-2008

Ubs (Svizzera): lo Stato Svizzero acquista 6 miliardi di franchi in obbligazioni convertibili

La Svizzera investe 6 miliardi di franchi in Ubs

Il Governo svizzero ha annunciato l'intenzione di rafforzare il capitale di Ubs investendo 6 miliardi di franchi in obbligazioni convertibili. Lo Stato elvetico avrà così in
portafoglio il 9% circa del capitale della banca. Contestualmente la Banca centrale svizzera (Bns) gestirà gli attivi (tossici) di Ubs che saranno trasferiti in una nuova entità.
16-10-2008

Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena (Italia): la Banca d'Italia assegna 1,9 miliardi di euro di swap

Crisi banche, swap Bankitalia al via. Assegnati titoli per 1,9 mld

Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps sarebbero le prime banche ad aver chiesto alla Banca d'Italia di accedere alla procedura di swap prevista dalle nuove misure anti-crisi. Bankitalia ha così comunicato di avere assegnato, su iniziativa delle controparti, 1,9 miliardi di titoli in swap con scadenza ad 1 mese ed una commissione dell’1%. Le operazioni potranno raggiungere l'importo complessivo potrà raggiungere 40 miliardi di euro.

19-10-2008

ING Groep (Olanda): lo Stato Olandese acquista 10 miliardi di euro di azioni privilegiate

Ing Groep, 10 mld dallo Stato per rafforzare il patrimonio

Il primo gruppo olandese di servizi finanziari, Ing Groep, aveva fatto sapere di prevedere una perdita di circa 500 milioni di euro nel terzo trimestre per effetto delle turbolenze dei mercati finanziari. Il colosso olandese, famoso per la zucca arancio, riceverà una robusta iniezione di ben 10 miliardi di euro, dal Governo Olandese in cambio di azioni privilegiate. La cura statalista è ormai in voga in tutto il mondo.
21-10-2008

Banca Centrale d’Islanda (Sedlabanki) finanziata per 6 miliardi di euro dal Fondo Monetario Internazionale

Islanda, il Fmi guida piano di salvataggio da 6 mld di dollari

La Banca Centrale d’Islanda (Sedlabanki), ha cercato di "bloccare" la valuta nazionale ma la korona ha perso il 60% dall'inizio dell'anno. Le riserve valutarie, a meno di 3 miliardi di dollari, non hanno permesso in realtà grandi interventi. E così lasciata sola o quasi ad affrontare la crisi, l'isola, da sempre avamposto americano, aveva cercato aiuto in Russia. La mossa avrebbe avuto un forte valore geopolitico, quando invece sembra ormai prendere quota un piano complessivo di da 6 miliardi di dollari di cui poco più di 1 miliardo provenienti dal Fondo Monetario Internazionale ed il restante dalle banche centrali dell'area scandinava oltre alla Bank of Japan.
21-10-2008

Lo Stato francese stanzia 10,5 miliardi di euro per le 6 maggiori banche nazionali

Crédit Agricole 3 miliardi di euro
Bnp Paribas 2,55 miliardi di euro
Société Générale 1,7 miliardi di euro
Crédit Mutuel 1,2 miliardi euro
Caisse d'Epargne 1,1 miliardi di euro
Banque Populaire 950 milioni di euro

Lo Stato francese entrerà nelle sei banche maggiori

Lo Stato francese investirà, attraverso l'emissione di titoli di debito subordinati privi di diritto di voto, 10,5 miliardi di euro nelle prime sei banche del Paese non per ricapitalizzare gli Istituti di credito ma per far si che questi continuino a finanziare correttamente l'economia. L'intervento prevede 3 miliardi di euro al Crédit Agricole, 2,55 miliardi a Bnp Paribas, 1,7 miliardi a Société Générale, 1,2 miliardi al Crédit Mutuel, 1,1 alla Caisse d'Epargne e 950 milioni alla Banque Populaire.

21-10-2008

Fondi Monetari americani (Usa) finanziati dalla Fed

Fondi monetari in emergenza, la Fed acquista asset

La Federal Reserve ha deciso un intervento di emergenza per acquistare asset a breve termine dei fondi comuni che operano sul mercato monetario, alle prese con numerose richieste di riscatto da parte degli investitori. La Fed sta intervenendo per fornire liquidità al mercato della carta commerciale e sostenere lo smobilizzo a breve, da parte dei fondi monetari, di titoli che poggiano su collaterale ovvero valori in garanzia.
26-10-2008

Banca Centrale Ucraina (Ucraina) finanziata per 16,5 miliardi di euro dal Fondo Monetario Internazionale

Fmi, prestito da 16,5 miliardi di $ all'Ucraina

L'FMI ha accordato oggi un prestito di 16,5 miliardi di dollari alla Banca Centrale Ucraina. Dal canto suo, lo Stato dell’est, che si trova anche in difficoltà politiche, si è impegnato ad apportare una serie di cambiamenti legislativi relativi al sistema bancario del paese.

27-10-2008

KBC Bank (Belgio): lo Stato entra nel capitale acquistando 3,5 miliardi di euro

Belgio, aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro per Kbc Bank

Lo Stato belga ha annunciato l'iniezione di 3,5 miliardi di euro nella banca KBC. Lo Stato non avrà diritto di voto ma potrà nominare due rappresentanti nel cda. La banca ha inoltre annunciato che non sarà distribuito il dividendo 2008.

03-11-2008

Commerzbank (Germania): lo Stato inietta capitale per 8,2 miliardi di euro

Germania, maxi intervento statale per Commerzbank

Commerzbank, la seconda banca tedesca, riceverà dallo stato tedesco un'iniezione di capitale da 8,2 miliardi di euro oltre a una garanzia sui nuovi debiti fino a 15 miliardi di euro. La banca, che ha presentato i conti trimestrali, ha registrato una perdita netta di 285 milioni di euro. Il gruppo diviene quindi la prima banca privata che si appella al governo tedesco e per contro non dovrà distribuire dividendi per tutto il biennio 2009-2010.

03-11-2008

Banco Portugues de Negocios (Portogallo): lo Stato nazionalizza la banca

il Governo portoghese nazionalizza Bpn

Il Governo portoghese proporrà al Parlamento la nazionalizzazione del Banco Portugues de Negocios (BPN), che si trova in stato di insolvenza a causa dell’accumularsi di perdite finanziarie pari a 700 milioni di euro. La sua gestione sarà affidata alla Caixa Geral dos Depositos, banca pubblica e primo istituto finanziario del Portogallo.

18-11-2008

Bank al-Khaleej (Kuwait): ricapitalizzazione per 1,4 miliardi di dollari

Gli azionisti saranno chiamati a ricapitalizzare la Bank al-Khaleej

La seconda banca del Kuwait, la Bank al-Khaleej, ha annunciato perdite per 1,4 miliardi di dollari connesse ad operazioni in derivati i cui sottostanti erano in fondi americani di mutui subprime. Il Consiglio di Amministrazione ha già rassegnato le proprie dimissioni ed ha deliberato una indispensabile ricapitalizzazione a copertura delle perdite per mano dei propri azionisti al fine di salvare l'Istituto di Credito del Kuwait.

24-11-2008

Citigroup (Usa): lo Stato Usa stanzia 20 miliardi di dollari

Nuove misure anticrisi per Citigroup

Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato che stanzierà 20 miliardi di dollari (quasi 16 miliardi di euro) in Citigroup, il colosso finanziario in seria difficoltà in cambio di una partecipazione pubblica nel capitale sociale del colosso del credito. Fino a due anni fa il gruppo, che opera in più di 100 Paesi, era la banca più potente del mondo con 200 milioni di clienti.

08-01-2009

Commerzbank (Germania): lo Stato al 25% con una ricapitalizzazione da 10 miliardi

Fondi pubblici per la seconda banca tedesca

Commerzbank vara una ricapitalizzazione, con fondi pubblici, da 10 miliardi e annuncia che il 25% del capitale più un'azione passerà sotto il controllo dello Stato tedesco. Il tutto in previsione della fusione con Dresdner Bank prevista per fine mese.

08-05-2009

Royal Bank of Scotland (Inghilterra): conti in rosso e crediti in sofferenza quadruplicati

Dopo i mutui sub-prime, la recessione sta causando un incremento dei crediti inesigibili

La Royal Bank of Scotland, ora controllata al 70% dal Tesoro britannico, ha registrato una perdita di 44 milioni di sterline nel primo trimestre 2009, contro un utile di 479 milioni nello stesso periodo del 2008, mentre i crediti in sofferenza sono quasi quadruplicati a 2,9 miliardi di sterline e le svalutazioni su asset a rischio hanno toccato quota 2,1 miliardi.

05-09-2009

Vantus Bank di Sioux City in Iowa, InBank di Oak Forest in Illinois, Platinum Community Bank di Rolling Meadows in Illinois, First Bank di Kansas City in Missouri e First State Bank di Flagstaff in Arizona (USA): Chiuse  altre cinque banche, salgono ad 89 il totale degli istituti falliti dall'inizio dell'anno.

La maggiore di queste banche è Vantus Bank con asset per 458 milioni e depositi per 368. Questi nuovi cinque fallimenti costeranno al fondo di assicurazione della Fdic circa 401,3 milioni di dollari.

   
02-05-2010

GRECIA: Primo salvataggio della Grecia

I ministri delle Finanze dell'Eurogruppo hanno dato il via libera al piano di sostegno per la Grecia: si tratta, come ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, di circa 110 miliardi di euro in tre anni, di cui 80 a carico dei partner della Grecia nell'area euro e 27 a carico dell'FMI. Di questi, come già previsto, 30 miliardi saranno stanziati dai paesi euro e 15 da FMI già nel primo anno.

   
28-11-2010

IRLANDA: Salvataggio dell'Irlanda

I ministri delle Finanze dell'Eurogruppo e dell'Ecofin hanno dato il via libera al piano di salvataggio per Dublino da 85 miliardi di euro in tre anni. La ripartizione degli aiuti prevede una quota uguale a carico del Fondo salva-Stati della zona euro (Efsf), del bilancio Ue e dell'Fmi.

   
04-05-2011

PORTOGALLO: Salvataggio dell'Portogallo

L’accordo tra il Portogallo, l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale è stato raggiunto ieri in serata. L’accordo prevede che al governo di Lisbona venga concesso un finanziamento pari a 78 milioni di euro. La ripartizione degli aiuti prevede una quota uguale a carico del Fondo salva-Stati della zona euro (Efsf), del bilancio Ue e dell'Fmi.

   
21-07-2011

GRECIA: Secondo salvataggio della Grecia

Ulteriori 160 miliardi di euro. Gli stati dell’Eurozona e le istituzioni europee metteranno a disposizione 106 miliardi di euro di finanziamenti con scadenze comprese tra i 15 e i 30 anni e un periodo di “tregua” per la Grecia dai versamenti di 10 anni. Previsto anche un altro intervento pubblico diretto di 13 miliardi di euro nel riacquisto (buy back) di titoli del debito pubblico greco promosso dall’Efsf (il fondo Salva Stati Ue) sul mercato secondario. I privati sono chiamati a un intervento di 37 miliardi di euro (mediante swap di titoli).

   
10-10-2011

Dexia (BE-FRA-LU): intervento del governo del Belgio di 4 miliardi euro

Sarà soprattutto il Belgio a impegnarsi nella nazionalizzazione dalla banca già tratta in salvo una volta all'indomani del fallimento Lehman. Il Belgio pagherà 4 miliardi di euro per il ramo belga dell'istituto e fornirà garanzie per il 60% degli asset a rischio destinati a confluire in una "bad bank" e stimati in 90 miliardi di euro.

   
10-10-2011

Erste Group (AU): intervento Austriaco di 1,22 miliardi euro

A pagare pesantemente la crisi dei debiti sovrani c'è anche Erste Group, prima banca austriaca. Già destinataria di consistenti aiuti pubblici durante la crisi del 2008, ha annunciato che il 2011 si chiuderà con una pesante perdita di 800 milioni di euro riconducibile soprattutto alla crisi dei debiti pubblici. Questa situazione l'ha spinta a rinviare di un anno il rimborso dell'aiuto versato dallo Stato (1,22 miliardi) in occasione della crisi finanziaria del 2008. La banca dovrà procedere a svalutazioni in relazione alle obbligazioni di Paesi europei in crisi e alle partecipazioni detenute nell'Europa del'Est (in particolare in Ungheria e Romania). Le azioni della banca sono arrivate a perdere fino al 17% nela prima ora di contrattazioni a Vienna.

   

Di Cienzo Domenico, Ianniello Marco

 

03-03-2001 - Marco Ianniello - mAT

DECALOGO DEL TRADER


Un trader che voglia avere buoni risultati consistentemente e non occasionalmente deve essere disciplinato ed attenersi ad un rigoroso codice di operatività.

 

1) Non rischiare mai più del 5-10% del proprio patrimonio in una volta sola

Mettere a rischio, in una volta sola, una quota eccessiva del proprio capitale è estremamente imprudente, per due buoni motivi:

Innanzitutto, il capitale personale rappresenta per il trader quello che è l’ossigeno per un subacqueo: una volta distrutto il proprio capitale non è più possibile continuare con l’attività di trading.

Secondariamente, un rischio troppo alto comporterebbe un coinvolgimento emotivo eccessivo che andrebbe a pregiudizio della serenità e della lucidità con cui il trader avveduto approccia ai mercati.

 

2) Evitare i mercati ed i titoli poco liquidi ed eccessivamente volatili (in specie se si tratta di strumenti derivati)

Il trader dovrebbe concentrare la propria attività su un numero limitato di strumenti, vista l’impossibilità si seguire efficacemente molte cose allo stesso tempo. Inoltre, deve evitare i mercati, i titoli, le scadenze (nel caso di strumenti derivati) poco liquidi o molto volatili, perché questi sono di difficile monitoraggio ed i rischi potenziali sono più alti.

 

3) Mai andare contro il trend: “The trend is your friend”

Prima di prendere una posizione, occorre definire l’orizzonte temporale sul quale intende operare (alcune ore, giorni, mesi) ed analizzare qual è il trend in tale orizzonte.

Le analisi vanno dall’orizzonte più “lungo” a quello più “breve” relativamente al tipo di operatività scelta (dal trading veloce a quello più lento, dal gestore di medio-lungo periodo al cassettista). Si possono individuare così vari trend (l’uno dentro l’altro, un po’ come le Matrioske) ed utilizzare la scala temporale più “lunga” per individuare il trend maggiore e di medio periodo e quella più “breve” per il timing, cioè per definire il momento esatto di entrata sul mercato.

Il trader deve sempre cercare di cavalcare il trend di periodo in atto senza mai andare contro il mercato: è perdente credere di aver “ragione” da soli.

 

4) Fissare i livelli di stop loss e take profit prima di prendere una posizione e poi rispettarli

Il trader dovrebbe individuare non solo i livelli di entrata sul mercato, ma anche e soprattutto i livelli di uscita. I livelli di stop loss e di take profit vanno sempre fissati prima di prendere una posizione, a mente fredda, senza essere ancora coinvolti psicologicamente e finanziariamente nel mercato.

Una volta presa una posizione, lo stop-loss è il livello dove “fermare” le perdite allorquando l’entrata sul mercato è stata mal valutata ed il trend inverte inaspettatamente.   Lo scopo è preservare il proprio capitale, indispensabile per l’attività di trading.

 

5) Mai mediare in perdita, semmai mediare in utile

Quando la posizione è ormai in forte perdita potenziale, il nostro malcapitato trader è ormai pronto a cedere ad un’altra fortissima tentazione: mediare in perdita, al fine di migliorare il proprio prezzo di carico.

Questo ragionamento, seppur vero, è però molto insidioso poiché spinge il trader a aumentare la propria esposizione contro il mercato: non solo il trader ha ignorato gli stop loss iniziali ma, ora, vuole scommettere sulla fine del trend in atto, sperando poi di vendere al massimo (sell on top, se era corto) o di comprare sul minimo (bottom fishing, se era lungo).

Una soluzione leggermente meno rischiosa è quella di incrementare la propria posizione soltanto dopo un segnale chiaro di inversione, ma rimane comunque il rischio dei falsi segnali e di un’esposizione troppo grande – e quindi troppo coinvolgente anche da un punto di vista psicologico.

Qualora il nostro trader abbia invece una posizione in utile, la scelta di incrementare la posizione, ovvero di mediare in utile, sebbene peggiori il prezzo di carico, può essere corretta. Si tratta infatti di investire seguendo il trend, secondo una strategia di “pyramiding”. Il trader, in questo caso, deve alzare il proprio stop-loss sul nuovo prezzo di carico complessivo.

 

6) Fare stop-trailing

La decisione di chiudere effettivamente sul livello di take profit inizialmente prefisso non è obbligatoria (a differenza di quando la posizione è in perdita e raggiunge lo stop loss, dove è opportuno chiudere immediatamente).

Esiste infatti un’alternativa: se il trend sembra particolarmente forte, il trader può decidere di mantenere aperta la posizione, alzando man mano sia lo stop loss che il take profit, in modo da “accompagnare” il mercato. In tal modo si lascia aperta la possibilità di ulteriori guadagni, con il rischio di perdere soltanto una parte degli utili potenziali. Questa strategia si chiama stop trailing e consente di cavalcare trend forti (analisi dei volumi trattati) con poche correzioni.

 

7) Costituire un fondo ammortamento perdite con gli utili conseguiti

Man mano che il trader consegue degli utili dovrebbe accantonarne almeno una parte in un fondo che investa su strumenti tranquilli, tipo un fondo monetario e senza rischio di cambio. A tale fondo non dovrebbe attingere in nessun caso tranne che per ripianare perdite di trading future. La quota da accantonare dovrebbe essere inizialmente abbastanza alta, in modo da formare in tempi brevi uno “zoccolo duro”. In seguito si potranno ridurre gli accantonamenti, quando si sia costituito un plafond adeguato all’operatività ed ai rischi che si intende correre.

 

8) Non farsi assorbire troppo dall’attività di trading: alla lunga logora

Non bisogna perdere di vista che l’attività di trading è un mezzo, tra molti altri, con il quale si cerca di aumentare il proprio reddito e la propria ricchezza. Il fine è migliorare il proprio livello di vita. E’ quindi evidente che fare del mezzo un fine significa andare incontro a pesanti frustrazioni. Non vale la pena fare tanta fatica per vivere male!

E’ perciò necessario limitare l’operatività ad un livello sostenibile nel lungo termine: ci si guadagna in salute, e probabilmente anche nel portafoglio!

 

9) DISCIPLINA: ricordarsi di osservare questi principi!

Il mercato non è assolutamente un meccanismo perfetto e razionale ma è mosso da sentimenti ed emozioni e perciò può stare su livelli “sbagliati” anche per un periodo lungo – lungo sufficientemente per fare subire grosse perdite a chi sosteneva di aver “ragione” e da solo è andato contro corrente.

Tutti i trader con un po’ di esperienza e buon senso, condividono generalmente i principi su menzionati. Allo stesso tempo questi vengono quotidianamente violati, in tutto o in parte, soprattutto sotto la spinta di impulsi emotivi, la triade avidità-paura-speranza. Rispettare tale “decalogo” significa operare in modo oculato per fronteggiare consapevolmente i rischi finanziari del trading che non è “giocare in borsa”.

 

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